Un'altra recensione entusiasta di Senjutsu dal magazine ROCKS: "E' molto simile a Brave New World!"




Con la fine dell'embargo iniziano ad uscire le recensioni di Senjutsu. Ieri Loudwire ha presentato la prima, mentre oggi tocca al Magazine tedesco ROCKS. Un utente di MaidenForum ha tradotto l'articolo e noi ve lo riportiamo (in Italiano):


Voto 9/10


“La più rumorosa folk-band sul pianeta!”


Gli Iron Maiden stessi probabilmente non avevano mai pensato di stare fermi per 3 anni con un disco finito e di non poterne parlare con nessuno. E' stato registrato nel 2019 ai Guillaume Tell Studios di Parigi, uno studio che conoscono e amano. 22 anni fa hanno registrato Brave New World e nel 2015 anche The Book of Souls è stato creato in questa parte ovest di Parigi. Senjutsu, il nome del loro 17esimo sforzo in studio, è stato tenuto segreto per veramente troppo tempo. Dopo aver terminato i lavori, la band è andata in tour attraverso Nord e Sud America, e subito dopo la band si è divisa per andare in diverse parti del mondo. L'ultima volta che sono stati insieme risale al 15 ottobre 2019 in Cile. Hanno lavorato un po' a Legacy of the Beast e Adrian Smith ha collaborato con Richie Kotzen per il loro progetto. Dopo, è arrivato il Coronavirus e tutti i piani sono andati a farsi benedire.


Dopo il ritorno di Bruce nel 2000, la direzione musicale dei Maiden può essere descritta in poche parole: canzoni sempre più lunghe e impegnative. Questa fiera band si prende il suo tempo per creare nuove canzoni. Alcuni fans più vecchi potrebbero rimpiangere questo cambiamento. Ad ogni modo, i Maiden sono ancora eccitanti oggi. Se vuoi più progressive mentre magari diventi più vecchio, sono lì per te. Questo vale anche per Senjutsu. I Maiden hanno creato con successo un doppio album bello pieno di contenuti, per la durata di 82 minuti. E' davvero diverso da The Book of Souls. E' più vicino a Brave New World viste le sue fantastiche melodie che mantengono lo stile progressive che la band ha preso da allora. Senti subito quanto Bruce è impaziente di cantare queste canzoni senza sembrare di fretta. Altra nota degna di merito è la produzione di Kevin Shirley. Questo è il primo album che ti permette di metterti le cuffie e godertelo. Senjutsu suona potente e chiaro. Non c'era un suono così buono dagli anni '80.


Gli Inglesi iniziano il disco in maniera monumentale e pesante, ma anche massiccia. Nicko è al centro dell'attenzione in SENJUTSU, suonando come un sciamano, colpendo tutto il suo kit con facilità. In combinazione con degli aggressivi accordi di chitarra, i primi secondi mi ricordano la canzone New World dei Saigon Kicks, fino a che non si rivela essere un altro pezzo epico dei Maiden. Questa collaborazione tra Harris e Smith sembra più una Smith/Dickinson, e sarebbe potuta benissimo essere su un album solista di Bruce. Si insinua subito nel tuo orecchio e non ti lascia più.


La robusta STRATEGO di Harris/Gers è una classica galoppata dei Maiden. Il ritornello è molto Brave New World visto come lo canta Bruce. Non li ho sentiti così uniti in tanto tempo. Gran lavoro di chitarra.


THE WRITING ON THE WALL è una canzone che arricchisce il folklore dei Maiden con un tocco di Southern. Bell'Hard Rock.


LOST IN A LOST WORLD è la prima opera di Steve Harris da 9 minuti. Viene portata avanti da un nebbioso suono di tastiera e da una chitarra acustica, mentre Bruce canta lentamente e crea un sacco di tensione. Degli spaventosi cori compaiono fuori dalla nebbia e ci guidano all'attacco di basso e chitarra dopo due minuti. Siamo nel vivo, fa pensare a pezzi come Fear of the Dark, Rime of the Ancient Mariner e For The Greater Good of God, senza avere lo stesso tempo e senza versi affrettati. Il ritornello è sublime ed è sottolineato da dei bei Synth. Crea dipendenza.


DAYS OF FUTURE PAST con una durata di 4 minuti è la canzone più corta di Senjutsu. Suono tipico della chitarra di Adrian con un ritornello che anch'esso potrebbe essere trovato su Brave New World. Forte Forte!


THE TIME MACHINE ha un sacco di roba. Innumerevoli giri di chitarra formano praticamente un'Orchestra. Alcune parti mi ricordano molto Dance of Death!


DARKEST HOUR, 7 minuti composti da Dickinson/Smith. Versi di gabbiani e il suono del mare caratterizzano l'inizio e preparano per una schiacciante sezione ritmica con degli incredibili assoli. Anche questa potrebbe stare su un disco solista di Bruce.


DEATH OF THE CELTS inizia con un intro folkloristico e alcune pause nel mezzo. Dopo 4 minuti vorresti fargli vedere la maniera giusta per alzare un po' il ritmo. Ma quando succede, è grandioso. Sembra una canzone dell'era Blaze come Clansman, Sign of the Cross, Fortunes of War e The Educated Fool.


THE PARCHMENT. Cosa, sono i Ranbow? Potreste fare questa confusione nei primi momenti della canzone ma nell'ultimo quarto si velocizza e il livello di energia cresce. Battaglie di assoli per tutto il tempo.


HELL ON EARTH. Per quanto divertente sia The Parchment, Hell on Earth sembra un assoluzione e ti porta all'ingresso del paradiso. Per tutto il tempi si respira aria dell'era di Blaze. Una svolta drammatica degli eventi e incredibili melodie da ogni singolo membro della band. Grandiosa! Un momento splendente del catalogo dei Maiden!