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LA BAND

Il gruppo viene fondato a Londra dal bassista Steve Harris (giovane promessa del calcio inglese) a metà anni '70. Dopo circa cinque anni di concerti in giro per i pub dell'Inghilterra, gli Iron Maiden (composti da Dennis Stratton e Dave Murray alle chitarre, Steve al basso, Clive Burr alla batteria e Paul Di Anno alla voce) rilasciano il loro primo album omonimo. Con gran sorpresa della band stessa, "Iron Maiden" arriva alla quarta posizione della classifica inglese. 

Il gruppo incomincia a suonare in giro per tutta Europa, principalmente di spalla a gruppi come Judas Priest e Kiss e spesso ricevendo più riscontro degli headliner stessi.

 

Nel 1981, dopo l'addio di Dennis Stratton rimpiazzato subito da Adrian Smith (già grande amico di Dave Murray), la band rilascia il suo secondo album, "Killers". Il tour portò gli Iron Maiden in locali sempre più grandi in Europa e segnò la prima volta in America per Steve e soci.

A fine anno la band subisce il cambio di formazione più fortunato della storia: Paul Di Anno (che aveva problemi di droga e alcool) viene licenziato e al suo posto entra l'ex cantante dei Samson Bruce Dickinson.

Con una voce ben diversa da quella del suo predecessore, molto più alta e squillante, nel 1982 il gruppo registra il suo terzo album, "The Number of the Beast", divenuto una vera e propria pietra miliare della musica metal e non solo. 

 

Dopo il tour del disco, Clive Burr lascia le bacchette a Nicko McBrain. Sarà proprio quest'ultimo ad aprire il quarto album della band rilasciato nel 1983, "Piece of Mind". Questa formazione rimarrà la stessa fino al 1989, e per molti gli album rilasciati durante questi anni rappresentano al meglio il concetto di heavy metal.

Nel 1984 gli Iron Maiden pubblicano "Powerslave", altro disco destinato a fare storia. Il tour intrapreso per pubblicizzarlo, il World Slavery Tour, è tutt'oggi uno dei più lunghi tour della storia. La band suona quindi per la prima volta in arene e palazzetti di tutto il mondo. La produzione è spettacolare, con un Eddie (la mascotte della band presente su tutti gli album) versione mummia alto 4 metri, un sacco di oggetti scenici, fuochi d'artificio ed esplosivi. 

Durante le quattro serate sold out alla Long Beach Arena di Long Beach (California), il gruppo registra il disco dal vivo "Live After Death", ancora oggi considerato uno dei migliori live mai pubblicati.

Nel gennaio del 1985 gli Iron Maiden si esibiscono per la prima volta in Brasile partecipando al Rock in Rio, dove suonano in apertura ai Queen (anche se la maggior parte del pubblico si trovava lì per la band heavy metal) davanti ad oltre 300.000 persone. Degne di menzione sono anche le sette date sold out consecutive a New York. 
 

Gli Iron Maiden nel 1984

Finito il lunghissimo tour tutta la band è provata, sia fisicamente che psicologicamente, in particolare Bruce. Questo non le impedisce di registrare il sesto album "Somewhere in Time", pubblicato nel 1986. Il disco è molto differente dai precedenti in quanto sono presenti per la prima volta dei synth. Nonostante ai giorni nostri sia considerato senza dubbio un capolavoro (ed è il preferito di molti fans!), all'epoca venne accolto in maniera tiepida. Le cose non cambiano con il settimo album "Seventh Son of a Seventh Son" del 1988. Considerabile come il primo (e unico) concept album della band (va detto che non tutte le canzoni seguono la stessa storia)  anche questo lavoro presenta l'utilizzo di synth. Sebbene oggi sia lodato come il prodotto migliore della band e uno dei migliori dischi della storia, all'epoca spaccò il pubblico, che si stava abituando a sonorità sempre più veloci e aggressive. 
Il tour è ad ogni modo un successo, e vede la band suonare per la prima volta al Monsters of Rock di Donington, registrando il record (ad oggi imbattuto) di 107.000 spettatori. 

Per cercare di recuperare la fetta di fans persa, gli Iron Maiden pubblicano nel 1990 "No Prayer for the Dying", un lavoro molto più diretto e crudo rispetto ai predecessori. Tuttavia, il successo sperato non arriva. Il disco, oltre a non convincere, esce a cavallo di un altro cambio di formazione: questa volta Adrian lascia la chitarra a Janick Gers. Inoltre Bruce, confuso sulla direzione musicale che vuole prendere, pubblica il suo primo album solista nel 1990, un lavoro molto diverso da quello dei Maiden. 

Nel 1992 la band rilascia "Fear of the Dark". Il disco viene generalmente accolto meglio rispetto a No Prayer, anche se ormai molti fans si stanno chiedendo quanto la band potrà ancora andare avanti. Il colpo di grazia arriva con l'annuncio dell'abbandono di Bruce, che sconvolge tutti i fans del gruppo. Dopo il tour, che ha visto la band suonare di nuovo a Donington, il cantante viene rimpiazzato da Blaze Bayley. Il nuovo singer non ha sicuramente le doti del suo predecessore, e la band non gli rende la vita facile, componendo canzoni senz'altro più adatte a Bruce che a Blaze. 

La band con Blaze Bayley alla voce nel 1995

Nel 1995 la band rilascia "The X Factor", il lavoro più cupo mai proposto dai Maiden, che viene bocciato dalla maggior parte della critica e dei fans. Il tour dell'album li vede suonare di nuovo nei locali in America, e le performance non proprio eccelse di Blaze, sopratutto sulle canzoni di Bruce, non aiutano per niente la reputazione di quella che fino a qualche anno prima era definita la migliore band heavy metal di tutti i tempi. 

La situazione rimane la stessa anche con il successivo dico, "Virtual XI", pubblicato nel 1998. Ma proprio quando per gli Iron Maiden sembra sia giunta la fine ecco che ritornano Bruce ed Adrian in formazione. Mentre Bruce rimpiazza chi l'aveva sostituito, Adrian non prende il posto di Janick, trasformando gli Iron Maiden in una band a 6 elementi. Dal 1999 in poi la formazione non cambierà più. 
 

Nel 2000 i Maiden pubblicano "Brave New World", accolto da critiche più che positive. Il tour li vede suonare nuovamente al Rock in Rio, questa volta da headliner, per un pubblico di oltre 250.000 persone. La band registra anche un album dal vivo, chiamato semplicemente "Rock in Rio", che molti fans ritengono il miglior live della band. 

Il successivo disco, "Dance of Death", viene rilasciato nel 2003. Nel 2005 la band si imbarca nell' "Eddie Rips Up the World Tour", primo tour retrospettivo del gruppo, che li vede suonare in molti stadi europei, tra cui l'Ullevi Stadium di Gothenburg, che registra il tutto esaurito in sole due ore. 


Durante il 2006, la band registra e pubblica "A Matter of Life and Death", che viene suonato per intero durante il tour. 

Nel 2008 la band inizia uno dei più avventurosi tour mai fatti, il Somewhere Back in Time World Tour, affittando un Boeing 757 (chiamato Ed Force One) pilotato da Bruce Dickinson, che porta la band in tutti i posti più sperduti del mondo in poco tempo. Il tour è tutt'oggi uno dei più grandi successi della band, con stadi e festivals sold out ovunque. La prima parte del tour viene immortalata nel film "Flight 666", distribuito nei cinema di tutto il mondo. 

Gli Iron Maiden con la formazione attuale

Tornati in studio nel 2010, gli Iron Maiden registrano "The Final Frontier". Per la seconda leg del tour la band usa ancora una volta l'Ed Force One. 


Terminata la tourneè, nel 2012 la band inizia il Maiden England World Tour, tour retrospettivo basato su Seventh Son of a Seventh Son. 
 

Subito dopo la fine del Maiden England nel 2014, proprio mentre il gruppo si trovava in studio a registrare il suo sedicesimo album "The Book of Souls", si scopre che Bruce ha un tumore alla lingua e uno al collo. Nonostante ciò, finisce le sue parti vocali per poi andare in cura.

Nel 2016, dopo che Bruce si è ripreso e dopo aver finalmente pubblicato The Book of Souls, la band inizia (con un nuovo Ed Force One, un più grande Boeing 747 questa volta) il The Book of Souls World Tour, tour di due anni che vede la band suonare in giro per tutto il mondo e segnando la prima visita in paesi come El Salvador e Cina.

Dopo aver pubblicato il disco dal vivo "Live Chapter", la band annuncia il Legacy of the Beast Tour, che la porterà a suonare in arene e stadi sold out in Europa ed in America. A detta della maggior parte dei fans, questo tour è il migliore mai fatto dalla

I vari Ed Force One fino al 2016

band, sia per la scaletta che rivisita tutta la storia del gruppo, sia per la scenografia (che prevede, tra le altre cose, uno Spitfire in scala 1:1 e un gonfiabile gigante di Icaro). Solamente con le due leg del 2018 e del 2019, questo è il tour più grande è redditizio fatto dalla band, superando di gran lunga il precedente detentore del record, ossia il The Book of Souls World Tour.

Con più di 100.000.000 di dischi venduti e oltre 2.000 concerti in 63 paesi, gli Iron Maiden si sono senza dubbio guadagnati la reputazione di band heavy metal più grande di tutti i tempi, nonché quella di una dei gruppi più influenti e amati nella storia della musica. 

Gli Iron Maiden in concerto nel 2018

Gli Iron Maiden sono leggende viventi. Da oltre 40 anni sono il simbolo di coerenza, indipendenza creativa, dedizione ai propri fans e di indifferenza verso i media e la critica. Tutto ciò li ha portati ad essere la più grande band heavy metal che il mondo abbia mai visto. Dal Libano alla Spagna, da New York a Città del Capo, la band ha centinaia di milioni di fans in tutto il globo; diversi per religione, colore di pelle, idee politiche, ma tutti accomunati da un amore inesauribile verso la band.