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Iron Maiden: ma davvero vivono di nostalgia e di scalette tutte uguali?

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Nell'ultimo periodo si è letto di diverse persone che hanno "criticato" i Maiden per la scaletta e in generale per il tema del Run For Your Lives Tour, nonché per la mancanza di dichiarazioni su un eventuale nuovo album, accusandoli di essere diventati ciò che hanno sempre odiato: una band che vive unicamente sul suo passato. A noi questi commenti hanno sempre fatto un po' sorridere, ed è arrivato il momento di rispondere per filo e per segno a tutte queste critiche.


"SONO DIVENTATI UNA BAND NOSTALGICA"


Dal 2005, quindi da 20 anni, i Maiden ci hanno abituato a vedere tour storici alternati a quelli in supporto a nuova musica. Un ottimo modo per suonare brani più vecchi di fronte ad un pubblico che non li ha mai visti e allo stesso tempo proporre qualcosa di nuovo. Cosa è cambiato con il Run For Your Lives? Assolutamente nulla!


Neppure un anno fa i Maiden erano in giro con il Future Past, un tour dedicato all'ultimo album Senjutsu. Abbiamo detto "ultimo" e non "nuovo" album perché, effettivamente, di nuovo non aveva più nulla. Alla prima data di Lubiana erano già passati quasi due anni dalla pubblicazione del disco. Sappiamo tutti i motivi che hanno portato al ritardo della pubblicazione e di conseguenza al posticipo di un tour dedicato. Anzi, osiamo dire che se i Maiden non ci avessero proposto il Future Past tutti ne avrebbero capito i motivi. D'altronde non parliamo di una band di 30enni, e perdere tempo per promuovere un disco uscito anni prima è sicuramente qualcosa che una band della loro età eviterebbe. Ma, a discapito delle accuse di vivere di nostalgia, i sei hanno portato in giro Senjutsu per tutto il mondo per due anni di fila. Certo, ci hanno accorpato Somewhere in Time, ma il motivo è presto detto: i piani originali includevano sicuramente una celebrazione di quel disco dopo il tour di Senjutsu e quindi, per cercare di "rimettersi in pari", i Maiden hanno unito le due cose. Tuttavia ciò non ha inficiato minimamente la promozione di Senjutsu, di cui sono stati suonati 5 pezzi. 7, se contiamo anche l'ultima leg del Legacy of the Beast. 7 brani su 10 sono stati eseguiti dal vivo, in tutto il mondo. Ci sono gruppi che dalle ultime uscite suonano una o due canzoni mentre i Maiden ne hanno proposto il 70%. Se questo è il modo di vivere nel passato, va benissimo!


Addirittura l'Eddie di Senjutsu si è visto in due tour diversi!
Addirittura l'Eddie di Senjutsu si è visto in due tour diversi!

Dopo un tour dedicato ad un disco, quindi, è arrivato il turno di uno "storico", soprattutto dal momento che questo sarebbe caduto nel 50esimo anniversario della formazione della band. Ed eccoci qui, con il Run For Your Lives Tour, un tour per il 50ennale della band, incentrato però unicamente sul periodo 1980 - 1992. Questa decisione ha fatto storcere il naso a molti, i quali avrebbero voluto vedere celebrati anche gli album "più recenti" (volete sentirvi vecchi? Nel 2026 Brave New World farà ufficialmente parte della prima metà di carriera della band). Non neghiamo che, di primo acchito, anche noi ci siamo rimasti un po' così. Tuttavia, pensandoci un attimo, è stata non solo la scelta più sensata, ma anche l'unica possibile.


I Maiden suonano solitamente circa un'ora e 45 minuti. Con Simon Dawson dietro le pelli quest'anno hanno superato le due ore, suonando effettivamente anche più brani. Quanti pezzi, però, sono stati comunque omessi? Parleremo più avanti della scaletta in sé, ma comunque è palese che su nove album qualcosa dovesse essere sacrificato. Somewhere in Time è stato rappresentato da una sola canzone, No Prayer non è stato direttamente pervenuto, Fear of the Dark è stato incluso solo per la title track. Parliamo comunque di una delle scalette più lunghe delle band (era dagli anni '90, con Blaze, che non suonavano per così tanto tempo) e di "soli" 9 album. Come avrebbero potuto inserire anche brani da X Factor in poi? Parliamo di altri OTTO dischi che contengono alcune delle canzoni più lunghe dei Maiden. Per farvi comprendere al meglio quanto sarebbe stato impossibile, pensate che per suonare Rime of the Ancient Mariner, Seventh Son of a Seventh Son, Paschendale, Dance of Death e When the Wild Wind Blows se ne sarebbe andata quasi un'ora di concerto, per soli 5 brani: praticamente neppure 3 ore di show sarebbero state sufficienti. Va quindi da sé che sarebbe stato impossibile celebrare TUTTA la carriera in unico tour. Dal momento che la precedente serie di concerti era dedicata al materiale più nuovo, la band ha scelto di portare in giro i pezzi più vecchi, alcuni dei quali non sentivamo da diverso tempo. E ora andiamo nello specifico.


"GLI IRON MAIDEN FANNO SEMPRE LA STESSA SCALETTA"


Questa frase è spesso utilizzata da due categorie di persone: da chi non segue la band e da chi la segue assiduamente.

I primi effettivamente non hanno ben chiaro di cosa parlano, ma del resto senza sapere a menadito tutte le setlist della band è anche poco corretto fare certe affermazioni; i secondi, invece, sono quelli che in un anno si vanno a vedere 3, 5, 20, anche 30 concerti dei Maiden. Va da sé che queste persone arrivano "stremate" all'ennesima esecuzione di Iron Maiden o The Trooper. È quindi la band che suona sempre gli stessi pezzi oppure è solo la sensazione data dal fatto che alcuni di quei brani sono stati sentiti 50 volte nel giro di due anni?


Perché, dati alla mano, no: non è vero che i Maiden fanno sempre la stessa scaletta.


La scaletta del Run For Your Lives Tour
La scaletta del Run For Your Lives Tour

Prendiamo ad esempio questo tour: l'iniziale Murders in the Rue Morgue non è stata suonata dal vivo per ben 20 anni; se aveste fatto un bambino l'ultima volta che questa canzone è stata suonata sarebbe stato più che maggiorenne nel momento in cui questa è stata riproposta dal vivo. Parliamo di Killers? Era dal 1999 che non la sentivamo. Ma anche una Clairvoyant non veniva eseguita da 12 anni, così come una Rime of the Ancient Mariner non si vedeva dal 2009. Addirittura Wrathchild, erroneamente considerata come uno dei brani suonati sempre, mancava dal 2017, ovvero otto anni fa. Insomma, come vedete quella del Run For Your Lives è stata tutto tranne che la solita setlist (non parliamo nemmeno del tour precedente, che vedeva addirittura 5 brani mai eseguiti dal vivo). Oltre a ciò, va considerato che c'è stata una vera e proprio sorpresa, visto che la band non aveva mai stuzzicato su questa canzone: Seventh Son of a Seventh Son. Con Rime of the Ancient Mariner in scaletta nessuno si aspettava di sentire anche la title track del settimo disco, e invece ecco che i Maiden ci sorprendono.


Il Run For Your Lives era stato pubblicizzato fin da subito come tour di greatest hits, il primo vero e proprio dal 1999, cosa che ha comunque senso nell'ottica di un 50ennale. A tempo debito avevamo già messo in guardia chi si aspettava di sentire brani mai suonati o deep cuts, perché il comunicato e le dichiarazioni dei membri lasciavano poco spazio ai dubbi. Nonostante questo, i Maiden sono riusciti a tirare fuori una scaletta costruita a pennello per soddisfare chi non li ha mai visti così come chi li ha visti diverse volte. Certo, sarebbe stato bello sentire anche un brano da No Prayer, lasciato completamente nel dimenticatoio, ma parliamoci chiaro: qualcuno avrebbe preferito Bring Your Daughter... to the Slaughter a Powerslave? Tailgunner a Aces High? Difficile che anche chi li ha visti 400 volte risponda di sì, figuriamoci i nuovi fan.


Va anche specificato che i Maiden, come quasi la totalità delle band, hanno i loro cavalli di battaglia, quei brani che dovrebbero sempre suonare. Nonostante ciò, Steve e soci hanno fatto scelte molto coraggiose negli anni, escludendo a più riprese canzoni come Hallowed Be Thy Name, Run to the Hills o 2 Minutes to Midnight: ci sono pochi gruppi disposti a mettere da parte i grandi classici in favore di brani meno conosciuti.


Vogliamo anche farvi notare una curiosità: qualche tempo fa, molto prima dell'inizio del tour, avevamo fatto un sondaggio per cercare di capire quale sarebbe stata la setlist ideale per uno show degli Iron Maiden. Tranne per tre brani, tutti gli altri erano presenti nella scaletta del Run For Your Lives. Praticamente l'attuale setlist è il sogno della maggior parte dei fan. Quindi, sinceramente: cosa avrebbero sbagliato i Maiden? Assolutamente nulla. E le recensioni stra-positive dei concerti lo confermano. I fan hanno amato e stanno amando questo tour: non lasciamo che qualche critica online faccia intuire il contrario.


Nessuno nega che sarebbe bello sentire canzoni suonate poco o addirittura mai proposte dal vivo, ma c'è anche da considerare la cosa più importante: la volontà della band. Ci possono essere migliaia di motivi per cui un brano non viene suonato in concerto, non per ultimo il fatto che ai Maiden, semplicemente, non vada a genio suonare quel determinato pezzo. Magari una canzone non rende bene e viene accantonata: Infinite Dreams doveva essere suonata nel Maiden England, è stata provata e addirittura esistevano i preset per le luci (come confermato da un video dell'epoca), eppure non è stata ugualmente inclusa (stando ad alcune persone vicine alla band la motivazione era che la band non sentiva di rendere giustizia al brano). Insomma, come si dice: quando i fan parlano delle scalette si fanno i conti senza l'oste.


"ORMAI FARANNO SOLO TOUR DI PEZZI VECCHI"


I vari impegni solisti dei membri della band sembrano indicare che non ci sarà un successore di Senjutsu, seppure non sia stata completamente esclusa l'idea. Va da sé, quindi, che i Maiden non avrebbero più nuovo materiale da proporre, dovendo andare in tour unicamente portando in giro brani già promossi dal vivo in precedenza. Molti la ritengono una cosa "inaccettabile", un modus operandi che li farebbero diventare "una cabaret band". Ma siamo seri?


Gli Iron Maiden hanno registrato 17 album in studio in cinquant'anni di carriera. Vanno tutti per i 70 anni. Oggettivamente sono vicini all'appendere gli strumenti al chiodo. Smettiamo di trattarli come se fossero una band emergente: tutto quello che succederà da adesso in poi è soltanto un "di più". Hanno già dato tutto, non devono dimostrare più nulla. L'unico motivo per cui sono ancora sul palco è perché si divertono da matti, e si vede. Abbiamo anche la fortuna che offrono show incredibili come quello di Padova, considerato da molti uno dei migliori del gruppo nel nostro paese. Se non ci saranno altri album va benissimo, ci hanno già regalato abbastanza musica per una vita intera. Se invece ce ne saranno ancora, meglio (e ricordiamo che pubblicare nuova musica non cancella quella vecchia, siccome nel caso uscisse un nuovo disco ci sarebbero migliaia di critiche per non essere più quelli di un tempo).


Insomma, prendiamo quello che ci danno, perché tra non molto non ci daranno più alcunché. Ringraziamo che sono ancora qui, invece di fare le pulci alle scalette perché ci sono troppi brani nuovi o troppo pochi. Se proprio non ci si riesce c'è sempre la soluzione più ovvia: smettere di seguirli. È inutile continuare a marcare la propria delusione per qualcosa che non dipende da nessuno. Tuttavia ricordatevi che se adesso siamo stanchi di sentire The Trooper pensate che fra qualche decennio ci mancherà da morire e non ci potremo fare nulla.


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Commenti (1)

Bellissimo articolo, posso sapere il nome di chi lo ha scritto? Complimenti

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