Bruce Dickinson su Nights of the Dead: "Dovevamo registrare Rock in Rio ma mi sentivo morire"



L'ultimo live album degli Iron Maiden, Nights of the Dead, è uscito lo scorso 20 novembre, ricevendo recensioni contrastanti a causa del mix della prestazione della band, soprattutto quella di Bruce.


Nell'ultimo numero del Fan Club Magazine il cantante è ritornato a parlare del perché è stato scelto il Messico, rivelando alcuni dettagli particolari.


"Il Messico è un posto speciale per molti motivi - è una parte di mondo fantastica, c'è così tanta ricchezza nella loro cultura. Tuttavia ho avuto un po' di sfortuna visto che mi sono preso qualche malanno durante i nostri viaggi, e sentivo che stavo peggiorando, nonostante stessi andando avanti perché è l'unica cosa da fare. Tuttavia quando siamo arrivati al Rock in Rio ero davvero messo male, mi sentivo morire. Davvero, non riuscivo quasi a muovermi. Ho fatto il meglio che ho potuto, ma sarò brutalmente onesto: non ero contento della mia performance. Fai del tuo meglio, ma c'è una realtà oggettiva di cui tenere conto, e quando si tratta di concerti non transigo - perché non lo fa nemmeno il pubblico. Quando abbiamo pensato [al live album] uno dei nostri piani era fare qualcosa con Rio, visto che era stato filmato per la TV, ma io ero chiaro: 'La parte vocale è uno schifo e non la voglio rifare', perché non facciamo quel genere di cose, non mascheriamo i nostri errori, è quel che è, è reale. Così abbiamo guardato a Città del Messico, e ho pensato a quanto stavamo bene."

A questo punto Bruce ha spiegato perché ci sono stati diversi errori durante il primo dei tre concerti in Messico:


"L'unico problema che abbiamo avuto è stato durante la prima sera - il suono rifletteva ovunque perché [la venue] è una struttura circolare. Ma Pooch, il nostro ingegnere del suono, è così bravo che per la seconda serata aveva risolto tutto, è stato sensazionale. La prima sera ci sono stati diversi errori di tempo e altre cose perché era tipo, 'abbiamo finito?', visto che il suono continuava a riecheggiare intorno all'arena... Quindi per me l'attenzione era focalizzata sullo show numero 2, e infatti la maggior parte del materiale viene da quella serata. So che Steve è stato davvero impegnato a mixare - un giorno sono andato da lui mentre era 2/3 di lavoro finito e abbiamo sentito Sign of the Cross e abbiamo detto, 'Si, suona davvero bene. Fico!'. "
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