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BRUCE DICKINSON ricorda di quando era a New York l'11 settembre 2001

Durante un'intervista del 2015 per il programma Nights with Alice Cooper, il cantante degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, ha ricordato la sua esperienza a New York nel 2001, nei giorni dell'attentato alle torri gemelle.


"Era strano, perché non c'era panico tra le persone. Tutti erano... c'era solo un aria surreale. Non c'era traffico. Era una bellissima giornata - davvero bella - e io stavo solamente passeggiando guardando le persone. Bevevano ai bar, si facevano una birra. E dopo arrivò la sera, ed era tutto così tetro. Nessuno faceva battute; non c'erano storielle divertenti su quello che era successo. E ad oggi non me ne viene ancora in mente nessuno."

Ha continuato:


"Camminavo lì intorno e pensavo, 'Non so che cosa fare in questo momento. Andrò e donerò del sangue.' Sono quindi andato a cercare un modo per raggiungere il posto e donare il sangue. Si stava creando una ressa intorno all'isolato. E tutto quello che stavano facendo era sentirsi dire da un tipo 'Okay, va bene. Tornate domani. Non abbiamo bisogno di sangue. Non ci sono superstiti.' Così sono andato e ho scritto su un pezzo di carta 'se avete bisogno del mio sangue, chiamatemi.'

Il cantante ha poi aggiunto:


"A quel punto il vento aveva cambiato direzione. E tutta questa sorta di merda grigia ha incominciato ad avvicinarsi a Midtown. E poi su, sopra Manhattan, sopra Central Park, non potevi respirarla. E io stavo solo facendo una passeggiata, dal momento che non potevo fare niente. Sentivo questo odore acre e pensavo 'Non so se stare in un edificio con l'aria condizionata è meglio o non c'è alcuna differenza, ma sai cosa? Mi andrò a sedere nella mia camera, perché c'è della merda dannosa in questa cosa.' E, ovviamente, stanno scoprendo ora quante sostanze dannose c'erano dentro. Voglio dire, ho solo fatto un piccolo respiro di quella roba."




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