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Nicko McBrain: arriva in Italia l’autobiografia dello storico batterista degli Iron Maiden

1 minuto fa
Tempo di lettura: 3 min

Hello Boys And Girls è il titolo dell’autobiografia di Nicko McBrain, storico batterista degli Iron Maiden, disponibile in Italia dal 28 ottobre per Il Castello, nella collana Chinaski. Un libro ricco di argomenti, dal tono schietto e irriverente, in cui McBrain ripercorre la storia degli Iron Maiden attraverso la propria esperienza, soffermandosi sui rapporti all’interno della band, sui valori dell’amicizia e della lealtà, sul proprio stile e sull’evoluzione del sound e della scena musicale dagli anni Settanta a oggi.


Gli inizi come turnista, e da qui poi prende forma una carriera costellata di avventure e disavventure, risse, arresti, bevute ed eccessi vari. Un carattere irrequieto, descritto dall’amico Lemmy dei Motörhead: «Chi cazzo ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa».


Il racconto procede tra episodi surreali e incontri memorabili: Jimmy Page e Robert Plant che gli chiedono della droga durante un volo di ritorno in Inghilterra, i Genesis che si ritrovano a suonare come gruppo spalla a un suo concerto. Fino all'ingresso negli Iron Maiden, introdotto da un ricordo emblematico: «La prima volta che incontrai Steve Harris, pensò che fossi un pappone». Il precedente batterista, Clive Burr, fu allontanato dalla band, ma i rapporti rimasero sempre cordiali e la band continuò a sostenerlo negli anni della malattia, raccogliendo fondi per le sue cure fino alla sua morte.


Da quel momento prende forma una carriera lunga quasi quarant’anni, costellata di grandi successi e premi. Il contributo di McBrain si rivela fondamentale per il suono della band: le sue radici jazz, blues e funk rappresentano un valore aggiunto nel passaggio dall’hard rock al metal.

Decine di album e tournée mettono alla prova i rapporti tra i membri della band. Ed è proprio nelle dinamiche interne che il libro trova uno dei suoi filoni più interessanti. Steve Harris emerge come un leader meticoloso e intransigente, ma anche corretto e democratico. Dave Murray gli ricorda un gatto sornione, sempre pronto a osservare tutto con un sorriso, mentre McBrain sottolinea l’energia di Janick Gers, entrato dopo l’uscita di Adrian Smith nel 1990.


Uno spazio a parte è dedicato a Bruce Dickinson. Il suo abbandono nel 1993 provocò forti attriti con il batterista, ma le tensioni furono superate grazie alla capacità di entrambi di mettere da parte i rancori: «L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore», racconta McBrain.


Il cambio di formazione e l’arrivo del frontman Blaze Bayley segnano uno spartiacque nella storia del gruppo. Pur dimostrando nei suoi confronti lealtà e ammirazione, McBrain non nasconde le difficoltà del periodo: la band vendeva sempre meno dischi e si esibivano davanti a un pubblico esiguo. «Se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna», ammette. Il ritorno di Dickinson e Smith inaugura una nuova fase, culminata nel rinnovato successo degli anni successivi: «Quando Bruce e Adrian sono tornati, eravamo tutti più vecchi e più saggi».


Il volume è disseminato di curiosità e aneddoti. A metà anni Novanta, McBrain si avvicina alla religione dopo un’esperienza spirituale dove Gesù entra nella sua vita. Ormai cittadino statunitense, esprime preoccupazione per il futuro del Paese, dichiarandosi «Preoccupato soprattutto a causa di quel buffone che lo governa». Non mancano gli episodi più irriverenti: Ace Frehley dei Kiss che lo accusa di copiargli il look; una rissa sfiorata con Tico Torres dei Bon Jovi per una bottiglia di champagne; Keith Moon che lo caccia da un locale; Tommy Lee dei Mötley Crüe che fa pipì addosso a Bruce Dickinson, e persino ossa di pollo lanciate sulla testa di Axl Rose.


Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus, McBrain decide di lasciare gli Iron Maiden a causa delle conseguenze che non gli consentono più di esprimersi al meglio. Una decisione che non significa un addio definitivo alla famiglia della band: «Faccio ancora parte della famiglia degli Iron», tiene a precisare. A completare il volume, una ricca fotogallery con immagini tratte dalla vita privata del batterista e dai momenti più significativi della sua lunga avventura con gli Iron Maiden.

 

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