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Bruce Dickinson parla di The Mandrake Project (e non solo): "Questo album è davvero speciale per me"

Aggiornamento: 8 dic 2023



Bruce Dickinson ha rilasciato a Kerrang! una lunga e bell'intervista, in cui ha parlato del suo nuovo album The Mandrake Project, di alcune canzoni contenute in esso, della sua vita e del suo retaggio. Ecco la traduzione completa.


È un giorno freddo e piovoso a Parigi. Quel tipo di giorno in cui anche la luce del sole si tinge di un triste grigio. Le persone svolgono velocemente le loro commissioni con cappucci alzati e teste abbassate, desiderose di evitare quel triste grigiore.


Un piccolo uomo con giacca di pelle e berretto si avvicina alla porta vetro del bar dove Kerrang! si sta preparando, la apre e disinvoltamente entra per esaminare quel nuovo ambiente, caldo e molto più Metal. “Tutto bene?” chiede, stringendo le mani con il piccolo team di K! che si è fatto un viaggio oltre il canale della Manica questa mattina. Niente entourage o taxi dai vetri oscurati; non certo l'entrata che ti aspetteresti da uno degli uomini più famosi del mondo Heavy Metal.


Bruce Dickinson vive a Parigi da un paio di anni, e ha appena sposato la sua fidanzata Francese Leana Dolci, ma divide il suo tempo tra qui e la sua casa a Londra. “Continuo a girare e questo mi sembra un po' bohemian, un po' esotico,dice della sua vita nella capitale Francese. Vivo ancora a Londra, ma è uno spazio di testa differente quando vengo qui.

Non è mai stato qui, a dire il vero - all'Hellfest Corner. Un moderno, elegante rock bar inzuppato in varie sfumature di nero (e che al momento sta sparando tutta la musica dai New Found Glory ai Lamb of God), in cui K! sta preparando un piccolo studio fotografico per l'uomo del momento. Luci blu, materiali luccicanti e prismi ipnotizzanti: è davvero tutto sci-fi e futuristico.


In mezzo ad ogni posa [Bruce] dice eccitato a K! tutto riguardo alla ragione per cui siamo qui oggi. Non in maniera da sembrare un PR che vuole venderti il suo prodotto, ma più come un bambino chiacchierone che ha appena scartato il suo regalo preferito a Natale. Beh, Bruce ha aspettato quasi due decadi per scartare questo regalo.


“È tempo, non è vero?” sorride, sorseggiando il suo caffè in una cabina con sbarre di ferro del bar. “Non era stato pianificato accadesse ora, doveva essere anni fa, ma detto ciò, sono quasi grato del ritardo perché ha reso il progetto più forte e grande.”


Sta parlando di The Mandrake Project, il nuovo album solista del frontman degli Iron Maiden, in uscita in tutto il mondo a Marzo 2024. Originariamente doveva uscire 10 anni fa, ma la diagnosi del cancro alla gola ha avuto da ridire, poi ci sono stati tour mondiali dei Maiden, poi “il mondo ha avuto questa strana malattia ed eravamo tutti rinchiusi”. Ma con delle fortuite pause nella sua vita personale e nel suo lavoro, all'improvviso c'era tempo per lavorare al disco numero sette, giocando nuovamente in squadra con il chitarrista Roy Z, il batterista Dave Moreno e il genio delle tastiere il Maestro Mistheria.



Oltre all'annuncio dell'album a Settembre, Bruce ha descritto The Mandrake Project come un 'viaggio veramente personale'. Quindi, come rapportare ciò al realizzare un album dei Maiden? “Prima di tutto, è un processo più lungo. Questo disco si è infiltrato attraverso vari strati di roccia,” ride. “Alcune canzoni sono nate tutte insieme, alcune ci hanno impiegato un po', alcune le ho ritrovate dopo 20 anni. La cosa fantastica è che tutte funzionano insieme. Musicalmente funzionano. Ovviamente sono tutte mie o hanno avuto contributi da me. C'è una certa collaborazione con Roy, e un po' di strana roba eccentrica che ho scritto completamente da solo - chitarre e tutto il resto. Le persone mi fanno, 'Oh, hai scritto questa canzone?!' Beh sì, ho anche scritto Powerslave, Revelations e Flash of the Blade completamente da solo.”


Ad ogni modo, non vi aspettate che la nuova impresa di Bruce suoni come i Maiden. “È un album di rock pesante, ma non sono limitato dal fatto di dover essere inserito in una nicchia” spiega. “Ho avuto la libertà di essere pesante quanto volevo e ho avuto la libertà di essere pesante in modi differenti. La chiave per far funzionare tutto non è solo 'Oh, abbiamo 5 minuti, cosa facciamo? Scriviamo una schifosa ballad e ce la buttiamo dentro'. Niente sul disco sta lì senza una ragione. Funziona tutto, con tutto il resto. È abbastanza raro. In ogni album che ho fatto c'erano un paio di canzoni che vi avranno fatto dire, 'Beh, non fanno per me nella stessa maniera delle altre.' Non c'è una traccia di questo disco che non ascolti e ami. Number of the Beast non era così. Ci sono un sacco di classici in quell'album, ma ero sempre un po' 'Beh...' riguardo a Invaders o altro. Ma ti dimentichi di ciò perché il resto è fottutamente grandioso.”


“Molte persone probabilmente dicono che il miglior lavoro che ho fatto è stato Chemical Wedding, e dopo, a seconda se siete o non siete fans del Metal più classico, citate Accident of Birth. Ci sono anche alcuni che dicono, 'Veramente Skunkworks è davvero bello.' E Skunworks era bello, ma è stato un cambiamento per le persone all'epoca. Un sacco di gente è andata avanti e apprezza i Maiden per essere i Maiden, ma non vuol dire che tutto il resto debba essere come i Maiden. E questo è davvero cambiato negli ultimi 15 anni. Sempre più persone pensano fuori dagli schemi musicalmente parlando. Per questo motivo sono pignoli riguardo alle cose e creano playlists, ascoltando raramente un album per intero. Ovviamente spero che questo [nuovo disco] sia l'eccezione perché funziona veramente come un intero viaggio.”



E 'viaggio' è la parola chiave. Anche se in nessun momento della nostra giornata insieme Bruce ha descritto The Mandrake Project come un concept album, c'è un arco narrativo che percorre tutto il lavoro. Una contorta storia che è un mix tra sci-fi e occulto che racconta i dettagli di personaggi creati appositamente come il Dr Necropolis e il Professor Lazarus, e le vili azioni dell'oscuro, cattivo progetto del titolo.

Questo mondo è non confinato all'audio, comunque. The Mandrake Project è più che musica, è una crociata creativa di 3 anni, la cui storia si espande in 12 fumetti. Avendo potuto testare la sua capacità nello storyboarding come l'epico biker-video dei Maiden per The Writing on the Wall - ispirato dall'ossessione da lockdown per Sons of Anarchy - è stato attraverso il rapporto con il creatore dello show Kurt Sutter, e successivamente con lo scrittore di fumetti Marvel Tony Lee e l'artista Bill Sienkiewicz che Bruce è stato in grado di fare un passo avanti e trasformare The Mandrake Project in qualcosa di tangibile, qualcosa di più grande. Il Maiden man, comprensibilmente, non rivela molto su quello che possiamo aspettarci dalla grandiosa e colorata storia che he minuziosamente ideato per la prossima dozzina di uscite, ma quando si parla di musica su cui ha lavorato per 20 anni, non può aspettare oltre.


The Mandrake Project è stato svelato alla convention di fumetti CCXP a São Paulo, Brasile, lo scorso giovedì. Come ospite d'onore, Bruce ha presentato in anteprima il video di Afterglow of Ragnarok ad una folla da tutto esaurito. Per chi non fosse esperto di mitologia nordica, Ragnarok è essenzialmente la fine del mondo attraverso una litania di battaglie, disastri naturali e la morte di dei come Odino, Thor e Loki. Ma non è un Armageddon di ghiaccio ciò che ha interessato così tanto Bruce, ma quello che succede dopo, quando 'il sole sorgerà di nuovo', in un racconto di purificazione e redenzione.

“Non è la fine del mondo, solo la fine di questo mondo,” inizia a spiegare. “Persino la storia del Ragnarok ha questo ottimismo, 'Okay, il mondo è esploso, il bifrost è andato, il collegamento tra Dei e uomini è distrutto, la fine di tutto, grandi alluvioni...' ma il sole sorgerà nuovamente e incominceremo tutto da capo.”


Anche se la distruzione di ogni cosa mai esistita è terreno fertile per il songwriting, The Mandrake Project è colmo di storie e scene nate da una vivida e incessante immaginazione. Many Doors To Hell, per esempio, parla di un vampiro femmina che vuole soltanto morire.


“[Loro vogliono] diventare nuovamente umani ad ogni costo. 'Non mi importa, non voglio vivere per sempre, sono stanco di questa roba. Sai da quanto sono così e quanto sono fottutamente solo?' È una canzone che parla della volontà di vivere da parte di una creatura che ha sì vita eterna, ma anche una morte eterna. Meglio vivere nel presente che vivere per secoli.”


Rain On The Graves, invece, proviene dall'esperienza di Bruce nell'uscire con i morti.


“Ho scritto quella canzone, o parti di essa, in un cimitero. Stavo davanti alla tomba di Wordsworth, nel Lake District, è stato una specie di pellegrinaggio alla sua casa. Stavo davanti alla chiesa e lì c'era la sua lapide, ed era una giornata grigia e piovosa. Ed eccola lì - pioggia sulle lapidi. Ho pensato 'Non so che cosa sia questo, ma è un momento, e capirò cosa significa quando scriverò il resto.' Era il 2008 o giù di lì. Ho avuto tutte queste cose sparse nei cassetti, pezzi di testi e roba che poteva emergere ad un certo punto. Parla di un ragazzo che incontra il Diavolo nel cimitero, e quest'ultimo gli chiede, 'Hey, chi sei tu? Perché sei qui?' E questo è il punto, non credi? Perché andiamo nei cimiteri? Cosa cerchiamo? È pieno di persone morte! Ma ci andiamo lo stesso e c'è qualcosa di spaventoso o ispirante.”

Cosa cercavi tu quando hai visitato Wordsworth?

“Non ne ho idea. Era una sorta di melanconia sulla natura di essere leggendario ma allo stesso tempo essere una lastra nel terreno. Era abbastanza ironico che qualcuno che ha creato questa fantastica poesia ora sia solamente una roccia squadrata. E l'ho collegato a quello che stava cambiando nella storia, perchè stavo sempre scrivendo la storia. E abbiamo tirato fuori dei bei versi, in questa conversazione tra me e il Diavolo. C'è un pezzo, 'inginocchiarsi davanti al poeta, non davanti all'altare o al prete [to kneel before the poet, not the altar or the priest], e questo sono io! Stavo cercando ispirazione da un pezzo di granito. E questo è ciò che fanno gli artisti, rubano da tutti, prendono ispirazione da tutto, e se non riesci a trovarla, siediti in un cimitero e prendi in prestito lo spirito di qualche morto (ride).”


Citazioni alla morte, alle divinità, all'altro mondo e allo scopo ultimo sono cosparse in tutto il disco. Chiedete a Bruce se ha pensato alla sua dipartita e lui è veloce a rispondere, “Beh sì, perché mi ci sto avvicinando e ho amici che ci sono già passati,” ma aggiunge, “Non riguarda tanto quello che succede dopo, perché non so cosa succederà. Riguarda il modo in cui tu lo approcci e quello che puoi imparare.”



La traccia di spicco dell'album, Resurrection Men, offre una soluzione. Più o meno come i miliardari tecnologici di tutto il mondo che stanno sprecando soldi invece di aiutare gli affamati, i malati o i senza tetto: vita eterna.

Collegata a stretto giro con la narrativa del fumetto, Resurrection Men introduce il Professor Lazarus e l'obbiettivo di raggiungere la vita eterna del sinistro Mandrake Project.


“La canzone riguarda l'estrazione dell'anima umana e del suo stoccaggio, e può accadere solamente in punto di morte. Se non sei sul pezzo quando muori, è troppo tardi. È una cosa momentanea e devi essere lì per raccoglierla. Ovviamente le persone pagheranno un sacco di soldi per la vita eterna.”


Ma per quanto riguarda Bruce? Negli ultimi due anni si è rotto il tendine di Achille e ha avuto due protesi all'anca - si tira già la cintura per farci vedere le cicatrici a prova di ciò, scherzando sull'essere "Mr Bionic". Una mente curiosa, sa perfettamente e ci spiega tutti i dettagli dell'operazione che gli ha permesso di andare in tour in tempo record. A 65 anni, pagherebbe per avere altri 50 anni?


“Lo farei se fossi in buone condizioni in quel momento” commenta. Citando la frase, ‘non sprecherò i miei giorni cercando di allungarli’ dall'ultimo film di James Bond, continua, “Penso che la vita sia una grande cosa, se puoi viverla perché non farlo? Viviamo tutti molto di più di quello che dovremmo e ancora di più in termini di attività. Le tecnologie mediche hanno fatto sì che io sia vivo. La diagnosi di un cancro sarebbe stata una sentenza di morte ma ora non è così. Entrambe le mie anche si sono rovinate e ne ho avuto di nuove. La tecnologia sta avanzando al punto che tutti viviamo più a lungo e in maniera più serena. Che è grandioso - se ne ricavi qualcosa.”




Bisogna dire che Bruce ha vissuto la sua vita a pieno. Dopo aver lasciato l'Hellfest Corner, lo stiamo guardando fare una lezione di scherma in un club sportivo. Appassionato duellante per la maggior parte della sua vita, nel 1987 si è classificato settimo nel Regno Unito e nel team nazionale. L'anno scorso è diventato un membro ufficiale degli Schermidori Veterani Inglesi.

Illustra a Kerrang! le differenze tra spada, fioretto e sciabola, la differenza fare punto e disciplina, e la ginnastica mentale richiesta per battere il proprio avversario - per non menzionare la sua agilità. Senza sorprese, un uomo che spende mesi all'anno correndo per il palco per ore, fronteggiando mostri giganti e maneggiando lanciafiamme, Bruce è in gran forma. E nonostante volerà in Cile domani sera, tornerà la mattina per un'altra lezione.


“Quello che mi piace della scherma che è comune ad altri sports come lo sci, è che non puoi concentrarti su nient'altro. Svolgi un'attività dove ti dimentichi tutta la merda che è successa nel corso della giornata,” spiega, dopo esserci spostati in un pub vicino con una pinta di Grimbergen. “È un modo incredibile di fuggire. È come la box ma senza il danno cerebrale. Io amo boxare, ma non mi piace prendere pugni in testa.”


Quando gli chiediamo se ci sono somiglianze tra la scherma e la musica, Bruce spiega che sono praticamente l'opposto.


“Cerco di avere il controllo e di essere analitico quando sto tirando di scherma, che non è al 100% la mia natura, ma nella musica è l'opposto - posso essere creativo. Per il controllo e le analisi ho Roy, e questo è quello che fa un produttore. Quando faccio le mie cose, faccio affidamento al mio istinto e non ho paura che vada male ma in una bella maniera. Incidenti felici. Ci sono tanti momenti del genere nell'album. Come l'ultima canzone [Sonata (Immortal Beloved)], in cui il 90% delle mie linee vocali sono un flusso di coscienza. Un solo take - non ne abbiamo fatti altri.


Quando hai qualcosa del genere che ha della magia al suo interno, non la sprecare. Se ci sono degli errori, non sono errori, si chiama umanità. Sempre se non ti diano fastidio. Alcune persone cercando di avere il controllo di tutto a tal punto che controllano via tutta la vita di una canzone; anche se ai loro occhi il risultato sarebbe più perfetto che mai per ragioni tecniche, tutta la vitalità del pezzo se n'è andata. È lo stesso quando qualcuno guarda un Picasso e dice, 'Beh, che stupido, le persone non sono fatte così!'. Non hai capito il punto.”




Anche se abbiamo parlato tutto il giorno del concentrarsi sui tuoi istinti e connetterti con i fantastici mondi di un album immerso nella pura immaginazione, c'è un'anomalia. La traccia Face in the Mirror non si collega alla storia, mentre invece parla dei taboo sull'alcolismo e alla devastazione che può causare agli individui e a quelli intorno a loro.


“È nata dal conoscere un sacco di persone che erano alcolisti funzionali, o non funzionali,” Bruce comincia a dire, con un tono di voce più delicato rispetto a quello che abbiamo sentito tutto il pomeriggio. “Mi facevo un sacco di domande. Io bevo, così come tutti gli altri, quindi dov'è la linea tra una cosa e l'altra? C'è una strana e pericolosa saggezza riguardo le persone che si rovinano con l'alcol durante la quale raccontano grandi e profonde verità, che è ciò di cui parla la canzone.”


Continua, “Guarda allo specchio, guardati, chi è quello? Sei tu in questo momento? Vai e fatti sei pinte, chi è quello ora? Ma è anche l'ipocrisia delle persone che guardano dall'alto verso il basso il tipo seduto nel parco con una lattina di Special Brew. Loro dicono, 'Oh... che debole.' Debole per cosa? Non sai che cosa sia la sua vita. Questo tipo potrebbe essere stato un incredibile scrittore, un investitore, potrebbe essere stato - e probabilmente è questo lo scenario più credibile - un qualche cazzo di eroe di guerra, che è scivolato in quello stile di vita. Le persone danno un sacco di giudici. Non hai bisogno di sentirsi dire che hanno sbagliato, lo sanno!”


Avendo trascorso ore in compagnia di un uomo che sul palco sembra così invincibile, c'è un discreto senso di vulnerabilità, un'acuta coscienza del tempo che passa e del fatto che, dopo tutto, è solo un umano. Per qualcuno che ha ottenuto di tutto e di più nelle sue 6 decadi e mezzo, si sta prendendo finalmente il tempo di riflettere sulla sua vita e sul suo retaggio. Quindi cosa vede Bruce quando si guarda allo specchio?


“Vorrei vedere una faccia che sia vecchia quanto la persone che credo di essere,” dice ridendo, con quello zelo che ritorna nella sua voce . “Guardo nello specchio e penso, 'Oh, dai Dio, fammi un favore, non possiamo togliere le occhiaie e tutto il resto?' La mia faccia è invecchiata, non quanto altre persone della mia età, ma è comunque invecchiata. Sono felice di ciò. Le cose sono okay. Vado avanti con la mia vita, che è meglio di ogni altra opzione. Ho imparato un sacco di cose negli ultimi anni e spero che questo processo continui. Sono curioso riguardo a tutto, e una curiosità senza fine significa che puoi imparare cose su te stesso che non conoscevi. Scopri che hai le capacità per fare cose che non pensavi di avere. Forse perché eri troppo giovane, troppo occupato e troppo pieno di testosterone non hai notato che ci sono aspetti della tua vita che hai completamente ignorato, come la tua vita emotiva. Sto scoprendo cose che probabilmente sono sempre state lì, ma le ho o ignorate o seppellite, a questo album è parte di ciò.”



Mentre finiamo le nostre pinte e ripensiamo al pomeriggio passato a tirare di scherma, scherziamo sul fatto che un uomo che può inserire "pilota di linea", "autore", "mastro birraio" e ora "scrittore di fumetti" ad un già grande CV, per Bruce è impossibile avere un hobby e non portarlo avanti al massimo. Ditegli che è un erudito e lui in maniera modesta sminuirà dicendo “lo dicono tutti” e facendo una battuta sulle tende a materiale sintetico [polymath / polymer tents].


“Ciò che trasforma un hobby dall'essere una semplice curiosità ad un'attività a tempo pieno come la scherma o il volo è la realizzazione che cercare di padroneggiarla è impossibile” dice. “È come essere il più grande golfista, altista, calciatore... puoi avere momenti in cui ci riesci, ma alla fine cadrai sempre. È la tragedia della massima performance umana, c'è sempre un prezzo da pagare, c'è sempre la caduta. Il giorno in cui il campione del mondo non ce la fa più e si ritira, cosa prova? Occasionalmente la musica mi è sembrata uno sport competitivo. Non lo è - riguarda l'amore e la gioia e ci sono diversi modi di approcciarla Non riguarda il battere qualcuno o vincere, anche se in alcune occasioni lo è stata, ma ciò che dura non è quello. Nessuno si ricorda che quell'anno in quel giorno abbiamo venduto più biglietti di questa o quella band, ma tutti si ricordano di essere stati lì e che abbiamo fatto questa canzone e loro avevano le lacrime agli occhi. Questa è l'unica cosa che conta, è l'unica cosa reale in tutto questo. Questo è ciò che mi motiva ad andare avanti. ”


Si ferma.


“Questo album è davvero speciale per me. Tutti quelli che l'hanno sentito lo capiscono, quindi ora il mio problema è, 'Cosa faccio ora?'. Devo portarlo in tour, fare questo e quello, ma anche andare a stendermi in una stanza scura e pensare, 'Basta provare a battere questo album. Sii autentico. E divertitevi.”


(Testo: Luke Morton

Foto: Andy Ford Traduzione: Iron Maiden Italia)




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